Simona Moliterno

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Simona è ci ha raccontato di quando ha subito sulla sua pelle il mobbing al ritorno dalla maternità, di come si è reinventata come donna e professionista e della sua visione sulla figura dello psicologo.

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Simona Moliterno

Topic:

Simona è ci ha raccontato di quando ha subito sulla sua pelle il mobbing al ritorno dalla maternità, di come si è reinventata come donna e professionista e della sua visione sulla figura dello psicologo.

Host:

Flavia Tallarico

Psicologa & Consulente di Marketing per la Salute Mentale

Affrontare il mobbing, il ruolo degli psicologi, la salute mentale e molto altro con Simona Moliterno.

Nel nuovo episodio di PAZZI FUORI, Flavia chiacchiera con Simona Moliterno, psicologa, consulente di personal branding per psicologi, e appassionata di comunicazione digitale. Simona condivide il suo percorso di vita e professionale, raccontando senza filtri le sfide affrontate e la rinascita che ne è seguita, regalando spunti preziosi su mobbing, benessere psicologico e trasformazione personale.

Una carriera nata nella psicologia del lavoro.

Simona racconta di essere nata a Genova, ma di origini calabresi. Psicologa di formazione, si è inizialmente specializzata nella psicologia del lavoro e delle organizzazioni, dedicandosi a percorsi di formazione aziendale e consulenza sulla sicurezza. In quel periodo, la sua carriera era improntata al raggiungimento del cosiddetto “posto fisso”, un obiettivo fortemente influenzato dalla cultura familiare e dalla ricerca di stabilità lavorativa. Tuttavia, l’esperienza lavorativa non si è rivelata come previsto: il rientro dalla maternità ha segnato l’inizio di un periodo difficile, durante il quale Simona ha subito mobbing sul posto di lavoro.

L’esperienza del mobbing: isolamento e perdita di autostima.

Dopo la nascita di sua figlia Stefania, il rientro al lavoro non è stato accolto positivamente dai datori di lavoro. Simona si è trovata improvvisamente demansionata, priva di una postazione fissa e isolata dai colleghi. Questi episodi di mobbing sono durati per mesi, portandola a una crisi profonda, sia sul piano personale che professionale. Sentirsi inutile e fuori luogo ha minato la sua autostima, facendola dubitare delle proprie capacità e spingendola a pensare di essere lei stessa il problema.

Nonostante la tentazione di resistere per principio, Simona ha deciso di licenziarsi per tutelare la sua salute mentale e il benessere della sua famiglia. La sofferenza era evidente: ogni sera tornava a casa in lacrime, incapace di godersi il tempo con la sua bambina. Questa decisione è stata dolorosa ma necessaria, e ha segnato l’inizio di un periodo di riflessione e transizione.

Una rinascita digitale e la scoperta del personal branding.

Dopo il licenziamento, Simona ha attraversato un periodo di confusione, sentendosi come un “fantasma di se stessa”. Nonostante la crisi, il supporto del marito è stato fondamentale per superare quel momento. È stato proprio lui a suggerirle di seguire un webinar sul ruolo delle donne nel digitale, organizzato da Cisco. Questo evento ha rappresentato una vera svolta per Simona: le ha aperto gli occhi sulle possibilità offerte dal mondo digitale e ha risvegliato in lei una nuova passione.

Da quel momento, ha iniziato a studiare digital marketing e comunicazione, specializzandosi nel personal branding per psicologi. Ha deciso di mettere le sue competenze e la sua esperienza al servizio dei colleghi, aiutandoli a trovare la loro voce e a comunicare in modo autentico, senza scendere a compromessi.

La missione di aiutare gli psicologi a trovare la propria voce.

Oggi, Simona si dedica a supportare i colleghi psicologi nella creazione del loro personal brand, aiutandoli a emergere in un mercato sempre più competitivo. Per lei, trovare la propria voce significa capire chi si vuole essere come professionista e imparare a comunicarlo al pubblico in modo chiaro e coerente. Crede fermamente che non esista un unico modo di essere psicologo: ogni professionista deve poter esprimere la propria personalità, i propri valori e le proprie competenze, senza conformarsi a modelli standardizzati.

Simona pone l’accento sull’etica: preferisce dire di no a un cliente piuttosto che fornire un servizio inadeguato. Questo approccio riflette il suo desiderio di lavorare in modo autentico e trasparente, rispettando sempre i bisogni e le aspettative del cliente.

L’importanza della terapia e della cura di sé.

Simona condivide anche la sua esperienza personale di terapia. Nonostante le difficoltà iniziali nel trovare il professionista giusto, ha sempre creduto nel valore della terapia come strumento di crescita e consapevolezza. Ha affrontato un periodo di depressione durante la pandemia, un’esperienza che l’ha spinta a iniziare una nuova terapia. Oggi, considera la terapia come uno spazio prezioso per ascoltarsi e scoprirsi, paragonandola alla visione di una serie TV avvincente, dove non vedi l’ora di scoprire cosa succederà nella prossima puntata.

Simona sottolinea che andare in terapia non è segno di debolezza, ma di coraggio. È un atto di cura verso se stessi e un modo per affrontare i propri problemi con consapevolezza, piuttosto che ignorarli.

Costruire una rete di supporto: la chiave per combattere la solitudine del libero professionista.

Essendo una libera professionista che lavora prevalentemente online, Simona ha sperimentato la solitudine del lavoro autonomo. Per combattere questo senso di isolamento, ha costruito una rete di colleghi di fiducia, tra cui Flavia, Simona Muzzetta e Damiano Ruggeri. Questo gruppo le offre non solo supporto lavorativo, ma anche un senso di appartenenza e di amicizia, rendendo il lavoro quotidiano più leggero e piacevole.

Essere considerata “pazza”: il segno del coraggio di osare.

Durante l’intervista, Flavia chiede a Simona se si è mai sentita definire “pazza” per le sue scelte. Simona ammette di essersi sentita dire spesso che era pazza, soprattutto quando ha deciso di lasciare un posto a tempo indeterminato per inseguire la sua passione. Con il senno di poi, rifarebbe la stessa scelta senza esitazioni, poiché ha significato avere il coraggio di rinunciare a qualcosa di sicuro per inseguire un sogno più grande.

Simona conclude che essere definiti pazzi è, in fondo, un complimento: significa fare scelte fuori dall’ordinario, avere il coraggio di seguire il proprio istinto e credere nelle proprie capacità, anche quando gli altri non lo fanno.

Un invito alla consapevolezza e all’autenticità.

L’intervista si chiude con un invito alla consapevolezza e alla cura di sé. Simona incoraggia chiunque si senta bloccato dalla paura del giudizio a trovare il coraggio di chiedere aiuto e di prendersi cura della propria salute mentale. Come ricorda Simona, ogni passo verso la consapevolezza è un atto di coraggio, ed è importante non avere paura di fare quel primo passo.

Con un sorriso e tanta gratitudine, Simona e Flavia concludono l’incontro con una promessa di ritrovarsi a fare merenda insieme, confermando il valore dell’amicizia e del supporto reciproco, sia nel lavoro che nella vita.

Affrontare il mobbing, il ruolo degli psicologi, la salute mentale e molto altro con Simona Moliterno.

Nel nuovo episodio di PAZZI FUORI, Flavia chiacchiera con Simona Moliterno, psicologa, consulente di personal branding per psicologi, e appassionata di comunicazione digitale. Simona condivide il suo percorso di vita e professionale, raccontando senza filtri le sfide affrontate e la rinascita che ne è seguita, regalando spunti preziosi su mobbing, benessere psicologico e trasformazione personale.

Una carriera nata nella psicologia del lavoro.

Simona racconta di essere nata a Genova, ma di origini calabresi. Psicologa di formazione, si è inizialmente specializzata nella psicologia del lavoro e delle organizzazioni, dedicandosi a percorsi di formazione aziendale e consulenza sulla sicurezza. In quel periodo, la sua carriera era improntata al raggiungimento del cosiddetto “posto fisso”, un obiettivo fortemente influenzato dalla cultura familiare e dalla ricerca di stabilità lavorativa. Tuttavia, l’esperienza lavorativa non si è rivelata come previsto: il rientro dalla maternità ha segnato l’inizio di un periodo difficile, durante il quale Simona ha subito mobbing sul posto di lavoro.

L’esperienza del mobbing: isolamento e perdita di autostima.

Dopo la nascita di sua figlia Stefania, il rientro al lavoro non è stato accolto positivamente dai datori di lavoro. Simona si è trovata improvvisamente demansionata, priva di una postazione fissa e isolata dai colleghi. Questi episodi di mobbing sono durati per mesi, portandola a una crisi profonda, sia sul piano personale che professionale. Sentirsi inutile e fuori luogo ha minato la sua autostima, facendola dubitare delle proprie capacità e spingendola a pensare di essere lei stessa il problema.

Nonostante la tentazione di resistere per principio, Simona ha deciso di licenziarsi per tutelare la sua salute mentale e il benessere della sua famiglia. La sofferenza era evidente: ogni sera tornava a casa in lacrime, incapace di godersi il tempo con la sua bambina. Questa decisione è stata dolorosa ma necessaria, e ha segnato l’inizio di un periodo di riflessione e transizione.

Una rinascita digitale e la scoperta del personal branding.

Dopo il licenziamento, Simona ha attraversato un periodo di confusione, sentendosi come un “fantasma di se stessa”. Nonostante la crisi, il supporto del marito è stato fondamentale per superare quel momento. È stato proprio lui a suggerirle di seguire un webinar sul ruolo delle donne nel digitale, organizzato da Cisco. Questo evento ha rappresentato una vera svolta per Simona: le ha aperto gli occhi sulle possibilità offerte dal mondo digitale e ha risvegliato in lei una nuova passione.

Da quel momento, ha iniziato a studiare digital marketing e comunicazione, specializzandosi nel personal branding per psicologi. Ha deciso di mettere le sue competenze e la sua esperienza al servizio dei colleghi, aiutandoli a trovare la loro voce e a comunicare in modo autentico, senza scendere a compromessi.

La missione di aiutare gli psicologi a trovare la propria voce.

Oggi, Simona si dedica a supportare i colleghi psicologi nella creazione del loro personal brand, aiutandoli a emergere in un mercato sempre più competitivo. Per lei, trovare la propria voce significa capire chi si vuole essere come professionista e imparare a comunicarlo al pubblico in modo chiaro e coerente. Crede fermamente che non esista un unico modo di essere psicologo: ogni professionista deve poter esprimere la propria personalità, i propri valori e le proprie competenze, senza conformarsi a modelli standardizzati.

Simona pone l’accento sull’etica: preferisce dire di no a un cliente piuttosto che fornire un servizio inadeguato. Questo approccio riflette il suo desiderio di lavorare in modo autentico e trasparente, rispettando sempre i bisogni e le aspettative del cliente.

L’importanza della terapia e della cura di sé.

Simona condivide anche la sua esperienza personale di terapia. Nonostante le difficoltà iniziali nel trovare il professionista giusto, ha sempre creduto nel valore della terapia come strumento di crescita e consapevolezza. Ha affrontato un periodo di depressione durante la pandemia, un’esperienza che l’ha spinta a iniziare una nuova terapia. Oggi, considera la terapia come uno spazio prezioso per ascoltarsi e scoprirsi, paragonandola alla visione di una serie TV avvincente, dove non vedi l’ora di scoprire cosa succederà nella prossima puntata.

Simona sottolinea che andare in terapia non è segno di debolezza, ma di coraggio. È un atto di cura verso se stessi e un modo per affrontare i propri problemi con consapevolezza, piuttosto che ignorarli.

Costruire una rete di supporto: la chiave per combattere la solitudine del libero professionista.

Essendo una libera professionista che lavora prevalentemente online, Simona ha sperimentato la solitudine del lavoro autonomo. Per combattere questo senso di isolamento, ha costruito una rete di colleghi di fiducia, tra cui Flavia, Simona Muzzetta e Damiano Ruggeri. Questo gruppo le offre non solo supporto lavorativo, ma anche un senso di appartenenza e di amicizia, rendendo il lavoro quotidiano più leggero e piacevole.

Essere considerata “pazza”: il segno del coraggio di osare.

Durante l’intervista, Flavia chiede a Simona se si è mai sentita definire “pazza” per le sue scelte. Simona ammette di essersi sentita dire spesso che era pazza, soprattutto quando ha deciso di lasciare un posto a tempo indeterminato per inseguire la sua passione. Con il senno di poi, rifarebbe la stessa scelta senza esitazioni, poiché ha significato avere il coraggio di rinunciare a qualcosa di sicuro per inseguire un sogno più grande.

Simona conclude che essere definiti pazzi è, in fondo, un complimento: significa fare scelte fuori dall’ordinario, avere il coraggio di seguire il proprio istinto e credere nelle proprie capacità, anche quando gli altri non lo fanno.

Un invito alla consapevolezza e all’autenticità.

L’intervista si chiude con un invito alla consapevolezza e alla cura di sé. Simona incoraggia chiunque si senta bloccato dalla paura del giudizio a trovare il coraggio di chiedere aiuto e di prendersi cura della propria salute mentale. Come ricorda Simona, ogni passo verso la consapevolezza è un atto di coraggio, ed è importante non avere paura di fare quel primo passo.

Con un sorriso e tanta gratitudine, Simona e Flavia concludono l’incontro con una promessa di ritrovarsi a fare merenda insieme, confermando il valore dell’amicizia e del supporto reciproco, sia nel lavoro che nella vita.

Affrontare il mobbing, il ruolo degli psicologi, la salute mentale e molto altro con Simona Moliterno.

Nel nuovo episodio di PAZZI FUORI, Flavia chiacchiera con Simona Moliterno, psicologa, consulente di personal branding per psicologi, e appassionata di comunicazione digitale. Simona condivide il suo percorso di vita e professionale, raccontando senza filtri le sfide affrontate e la rinascita che ne è seguita, regalando spunti preziosi su mobbing, benessere psicologico e trasformazione personale.

Una carriera nata nella psicologia del lavoro.

Simona racconta di essere nata a Genova, ma di origini calabresi. Psicologa di formazione, si è inizialmente specializzata nella psicologia del lavoro e delle organizzazioni, dedicandosi a percorsi di formazione aziendale e consulenza sulla sicurezza. In quel periodo, la sua carriera era improntata al raggiungimento del cosiddetto “posto fisso”, un obiettivo fortemente influenzato dalla cultura familiare e dalla ricerca di stabilità lavorativa. Tuttavia, l’esperienza lavorativa non si è rivelata come previsto: il rientro dalla maternità ha segnato l’inizio di un periodo difficile, durante il quale Simona ha subito mobbing sul posto di lavoro.

L’esperienza del mobbing: isolamento e perdita di autostima.

Dopo la nascita di sua figlia Stefania, il rientro al lavoro non è stato accolto positivamente dai datori di lavoro. Simona si è trovata improvvisamente demansionata, priva di una postazione fissa e isolata dai colleghi. Questi episodi di mobbing sono durati per mesi, portandola a una crisi profonda, sia sul piano personale che professionale. Sentirsi inutile e fuori luogo ha minato la sua autostima, facendola dubitare delle proprie capacità e spingendola a pensare di essere lei stessa il problema.

Nonostante la tentazione di resistere per principio, Simona ha deciso di licenziarsi per tutelare la sua salute mentale e il benessere della sua famiglia. La sofferenza era evidente: ogni sera tornava a casa in lacrime, incapace di godersi il tempo con la sua bambina. Questa decisione è stata dolorosa ma necessaria, e ha segnato l’inizio di un periodo di riflessione e transizione.

Una rinascita digitale e la scoperta del personal branding.

Dopo il licenziamento, Simona ha attraversato un periodo di confusione, sentendosi come un “fantasma di se stessa”. Nonostante la crisi, il supporto del marito è stato fondamentale per superare quel momento. È stato proprio lui a suggerirle di seguire un webinar sul ruolo delle donne nel digitale, organizzato da Cisco. Questo evento ha rappresentato una vera svolta per Simona: le ha aperto gli occhi sulle possibilità offerte dal mondo digitale e ha risvegliato in lei una nuova passione.

Da quel momento, ha iniziato a studiare digital marketing e comunicazione, specializzandosi nel personal branding per psicologi. Ha deciso di mettere le sue competenze e la sua esperienza al servizio dei colleghi, aiutandoli a trovare la loro voce e a comunicare in modo autentico, senza scendere a compromessi.

La missione di aiutare gli psicologi a trovare la propria voce.

Oggi, Simona si dedica a supportare i colleghi psicologi nella creazione del loro personal brand, aiutandoli a emergere in un mercato sempre più competitivo. Per lei, trovare la propria voce significa capire chi si vuole essere come professionista e imparare a comunicarlo al pubblico in modo chiaro e coerente. Crede fermamente che non esista un unico modo di essere psicologo: ogni professionista deve poter esprimere la propria personalità, i propri valori e le proprie competenze, senza conformarsi a modelli standardizzati.

Simona pone l’accento sull’etica: preferisce dire di no a un cliente piuttosto che fornire un servizio inadeguato. Questo approccio riflette il suo desiderio di lavorare in modo autentico e trasparente, rispettando sempre i bisogni e le aspettative del cliente.

L’importanza della terapia e della cura di sé.

Simona condivide anche la sua esperienza personale di terapia. Nonostante le difficoltà iniziali nel trovare il professionista giusto, ha sempre creduto nel valore della terapia come strumento di crescita e consapevolezza. Ha affrontato un periodo di depressione durante la pandemia, un’esperienza che l’ha spinta a iniziare una nuova terapia. Oggi, considera la terapia come uno spazio prezioso per ascoltarsi e scoprirsi, paragonandola alla visione di una serie TV avvincente, dove non vedi l’ora di scoprire cosa succederà nella prossima puntata.

Simona sottolinea che andare in terapia non è segno di debolezza, ma di coraggio. È un atto di cura verso se stessi e un modo per affrontare i propri problemi con consapevolezza, piuttosto che ignorarli.

Costruire una rete di supporto: la chiave per combattere la solitudine del libero professionista.

Essendo una libera professionista che lavora prevalentemente online, Simona ha sperimentato la solitudine del lavoro autonomo. Per combattere questo senso di isolamento, ha costruito una rete di colleghi di fiducia, tra cui Flavia, Simona Muzzetta e Damiano Ruggeri. Questo gruppo le offre non solo supporto lavorativo, ma anche un senso di appartenenza e di amicizia, rendendo il lavoro quotidiano più leggero e piacevole.

Essere considerata “pazza”: il segno del coraggio di osare.

Durante l’intervista, Flavia chiede a Simona se si è mai sentita definire “pazza” per le sue scelte. Simona ammette di essersi sentita dire spesso che era pazza, soprattutto quando ha deciso di lasciare un posto a tempo indeterminato per inseguire la sua passione. Con il senno di poi, rifarebbe la stessa scelta senza esitazioni, poiché ha significato avere il coraggio di rinunciare a qualcosa di sicuro per inseguire un sogno più grande.

Simona conclude che essere definiti pazzi è, in fondo, un complimento: significa fare scelte fuori dall’ordinario, avere il coraggio di seguire il proprio istinto e credere nelle proprie capacità, anche quando gli altri non lo fanno.

Un invito alla consapevolezza e all’autenticità.

L’intervista si chiude con un invito alla consapevolezza e alla cura di sé. Simona incoraggia chiunque si senta bloccato dalla paura del giudizio a trovare il coraggio di chiedere aiuto e di prendersi cura della propria salute mentale. Come ricorda Simona, ogni passo verso la consapevolezza è un atto di coraggio, ed è importante non avere paura di fare quel primo passo.

Con un sorriso e tanta gratitudine, Simona e Flavia concludono l’incontro con una promessa di ritrovarsi a fare merenda insieme, confermando il valore dell’amicizia e del supporto reciproco, sia nel lavoro che nella vita.

1° stagone

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